Uno sguardo maliano sulla questione maliana. Tra interpretazioni, cornici e aspettative.

Questa breve intervista con Mahamadou Ba, giovane attivista e scrittore1, non ha alcuna pretesa di esaustività storico-politica; è la restituzione asciutta di una visione personale che raccoglie, inoltre, impressioni, sensibilità e vissuti di migranti maliani sul nostro territorio.

Nella non banale impresa di agire un etnocentrismo critico, lasciamo la parola a Mahamadou, che ogni giorno ascolta e segue notizie dal suo paese; notizie che in maniera molto ridotta e parziale arrivano all’opinione pubblica italiana.

L: Cosa sta succedendo in Mali in quest’ultimo periodo, ho visto alcuni articoli, foto e video sui social …

M: grazie per questa domanda. Per comprendere bene cosa sta succedendo, è necessario ricostruire gli accadimenti degli ultimi 9-10 anni. Questa situazione è direttamente correlata al colpo di stato del 2012 e alla devastante questione del terrorismo nel nord del Mali.
Sono 9 anni che la “Repubblica” del Mali vive un conflitto insostenibile. Come da costituzione Maliana, è stato necessario un presidente della transizione eletto dall’assemblea che avrebbe dovuto guidare il processo fino a elezioni democratiche. Tuttavia oltre il 20% del territorio era occupato dai terroristi jihadisti e, l’allora presidente francese Hollande, costrinse il Presidente della Transizione Traorè a chiedere l’intervento francese.
Unica copia di questa richiesta è conservata nel ministero della difesa francese e non c’è altra copia in possesso del Mali. Facendo un bilancio, possiamo dire che con la presenza militare francese, il territorio occupato dai terroristi è aumentato fino all’attuale 80%.
La cosa importante da evidenziare è però che è stata la Francia ad armare i terroristi: il Presidente della transizione lo sapeva bene, visto il suo impegno in prima linea per ben 18 anni di tensioni (lui combatteva i terroristi nel nord del Mali).
Adesso hanno deciso di modificare questa richiesta o “lettera” inviata ben 10 anni fa alla Francia, perché, ad esempio, tra i vincoli, quello relativo al sorvolare il legittimo suolo, o meglio, spazio aereo, previa autorizzazione francese, appare in tutta la sua assurdità.
Inoltre, in questa lettera non era richiesto un intervento militare fisico sul territorio, ma solo una sorveglianza dei cieli: tuttavia la Francia ha spedito un numero straordinario di militari europei che costano al Mali 1 miliardo di Franc-cfa alla Francia … una assurdità assoluta, oltre al danno, anche la beffa.

L. Questa introduzione ci aiuta a contestualizzare ed entrare nel vivo dell’attualità. Prosegui pure …

M: Vista questa instabilità, la frustrazione ormai esasperata e le violenze (incendiano i villaggi, fanno sparire interi pullman, uccidono donne incinta e bambini) il Presidente della transizione e il suo governo, dopo innumerevoli manifestazioni della popolazione civile, hanno richiesto la collaborazione della Russia.

L. Quindi è la popolazione civile che ha chiesto un intervento esterno?

M: La popolazione ha chiesto una collaborazione militare russa. Non sono stati i militari a decidere il colpo di stato; è stata la popolazione a volerlo. Però, attenzione!
Per noi non si tratta di colpo di stato: per noi si tratta di rivoluzione.
Il “colpo di stato” è così definito dall’Europa, per noi, ripeto, si tratta di una necessaria, legittima e doverosa rivoluzione. L’opinione pubblica europea banalizza fino a ridicolizzare l’impegno di liberazione africano; lo fa perché così continua a dominare.

L. Assoggettare per continuare a dominare e colonizzare …

M. Sì. Vado avanti. Ulteriore problema del momento è l’embargo che il Mali ha subito per decisione della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cedeao). Subire un embargo viola gli accordi internazionali sanciti dall’ONU, che, appunto vieta l’embargo ai Paesi che non hanno sbocco sul mare. Pur avendo consegnato un cronogramma, come richiesto, la rottura è stata inevitabile. Il Mali ha risposto con forza e determinazione alle sanzioni imposte dalla Cedeao, considerate illegittime.
Il Mali, paese senza sbocco sul mare, si ritrova con le frontiere terrestri chiuse, i collegamenti aerei con i paesi vicini interrotti e i suoi capitali congelati dalle istituzioni monetarie regionali. La Francia ha determinato sanzioni per il Mali, cercando di coinvolgere tutti gli stati appartenenti all’ONU: proponendo le sanzioni però, Cina e Russia hanno posto il loro diritto di veto. In sintesi, la coabitazione tra soldati francesi, soldati russi, civili e militari maliani, oltre alle forze dell’Onu e ai gruppi jihadisti che occupano buona parte del paese, è chiaramente incompatibile. La situazione è esplosiva.
Dunque, in conclusione non si tratta di un colpo di stato militare, ma di una rivoluzione della popolazione civile. E poi, vedrai, ci saranno conseguenze sulla migrazione …

L. Il Mali è l’epicentro di un nodo gordiano che riguarda tutto il mondo, un nodo come linea di demarcazione – liminalità – che separa jihadisti, russi, occidentali, e un’Africa che si sta mobilitando per rivendicare, ancora una volta, il suo diritto all’autoderminazione.

M. Sabato 22 Gennaio 2022 c’è una mobilitazione internazionale in sostegno del Mali: saranno molte le piazze nel mondo, in Italia l’appuntamento è a Roma in Piazza dei Santi Apostoli e Milano, in Piazza Duca D’Aosta.

1 Vincitore del Premio Pieve Santo Stefano 2021, con “Mi chiamo Ba e non scappavo”.

testo: Lavinia Bianchi e Mahamadou Ba
foto: Reuters

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