Rondine

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Sposto gli abiti
Che piacciono a voi
Per vedere se sotto
Mi riconosco ancora
Da secoli non mi guardavo
Credendo di sapermi a memoria
Da secoli sorridevo
Senza una briciola di ribellione
Con questa arroganza arrendevole
Persi l’interesse
ad essere mia madre
Ecco perché gli uomini
E i dottori
Quando mi aprivano
trovavano la guerra,
Trovavano altra gente.
Brillavo solo e sempre
Di una luce crepuscolare
Dimenticandomi l’argento
Dimenticando che ero la mia terra
Dimenticando di saper ballare
Ma ora sono rondine inattesa
Lasciatemi piangere
Giusto un po’
Ché devo festeggiare
ché devo abituarmi alla sorpresa.

Testo e illustrazione: Silvia Palamara

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