Preghiera all’erba e alla luna

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Ti amo abbastanza?
O ti assaggio soltanto
e poi all’alba mi distraggo?
Nel giorno che arriva
l’erba si fa altare,
la bava di lumaca è il sacrificio,
dal becco del corvo esce il mio canto.
Nella notte che cola
resto attaccata alla luna
con un cordone di capelli.
Anche lei sa
cosa significhi farsi tonda
senza mai essere madre:
chiediamo figli in prestito al suo Dio
Che di tanto in tanto ci concede
sonnambuli,
orfani spenti,
superstiti di un circo

Testo e illustrazione di Silvia Palamara

© Silvia Palamara

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