Apriamo una nuova sezione del sito che come mission ha quella di indagare le implicazioni geopolitiche e socio-economiche del gioco del calcio in tutto il pianeta. In questa sezione non troverete articoli su tattiche e partite, ma analisi sulle conseguenze che estetica e retorica del calcio hanno su importanti questioni sociali come l’immigrazione, le diseguaglianze di genere e i rapporti di classe.
Il titolo della sezione è un doveroso omaggio a un libro che ha cambiato la prospettiva con cui molti di noi osservano l’universo calcio: è lo stesso titolo usato da Paolo Sollier – giocatore nel mitico Perugia di Castagner negli anni ’70 e al contempo attivissimo militante di Autonomia Operaia – per il libro che decise di pubblicare nel 1976, in cui investigava gli stretti rapporti del suo lavoro di calciatore con quell’area di società che da sempre mira al cambiamento in direzione di una maggiore equità sociale, così come tentiamo di fare noi del Collettivo Primo Contatto.
La decisione di intitolare a lui questa sezione è quindi anche una maniera per ringraziare il compagno Sollier di quanto ha fatto e continua a fare, dentro e fuori i campi da gioco, per una società più giusta, inclusiva e tollerante.

Foto: Giocatori dell’Alma de Africa, squadra di Cadice impegnata in terza divisione spagnola e composta da immigrati provenienti dall’Africa, che al posto del nome riportano sulle maglie gli insulti razzisti che sono abituati ricevere dagli spalti

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