Kyiv non Kiev

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Manifestare per la pace non comporterebbe l’utilizzo di parole violente, né prospettive di aggressione. Il sottile confine tra difesa legittima e necessaria e nuovi venti che agitano l’odio sociale non sono però il nostro tema di interesse. Ci limitiamo a prenderne atto, e ci ripromettiamo di riflettere a riguardo.

Ciò che interessa e che emerge con forza è la risposta delle piazze di una gran parte del mondo: una mobilitazione straordinaria di persone che scendono in strada per manifestare fermamente contro la guerra, oseremmo dire, contro ogni guerra … perché si sa, nessuna guerra è giusta.

Al fianco dei civili, a costruire la pace giorno dopo giorno, gesto dopo gesto, ci sono centinaia di giovani (che commuovono con in mano un megafono a gridare “abbiamo diritto a immaginare un futuro di pace”, ci sono anziani reduci, ci sono madri, figli, uomini, c’è l’umanità nella sua essenza universale singolare.

Il nostro collettivo ha come obiettivo la rivoluzione paradigmatica attraverso una educazione etica ed estetica che conduca alla giustizia sociale: questo sappiamo fare, questo è il nostro impegno.

Vi proponiamo una galleria fotografica di due città che ci hanno visti coinvolti, ieri, nella partecipazione silenziosa e però carica di presenza: Latina e Sassuolo.

Il collettivo si impegna per promuovere una quotidianità di pace, con ogni mezzo disponibile.

A questo link l’elenco di tutte le organizzazioni che stanno raccogliendo beni di prima necessità per la popolazione ucraina.

https://www.corriere.it/esteri/22_febbraio_25/guerra-ucraina-come-aiutare-374a9f5a-9619-11ec-ae45-371c99bdba95.shtml

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